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INTERVISTA AL DIRIGENTE SCOLASTICO DELLA ST. PHILIP SCHOOL DI ROMA

In un mondo sempre più in evoluzione e sempre più multiculturale come quello in cui viviamo oggi, conoscere una sola lingua, la propria lingua madre, non è più sufficiente.
Una scuola bilingue offre la possibilità di garantire ai nostri figli un pieno padroneggiamento di due lingue contemporaneamente, in genere italiano ed inglese (la lingua internazionale per eccellenza). Per questo motivo è importante che vi si approccino fin dai primi anni di età. Una scuola bilingue, inoltre, non provoca lo sradicamento della nostra cultura, in quanto l’offerta formativa segue quella prevista dal programma ministeriale italiano, con lo svolgimento delle lezioni in due lingue parallelamente.
Leggiamo di seguito l’intervista a Roberta Wunderle, dirigente scolastico della St. Philip School, scuola primaria bilingue di Roma, per comprendere meglio quali sono le particolarità di una scuola bilingue e l’importanza di una doppia lingua nella vita dei nostri figli.

St. Philip School: in cosa consiste una scuola bilingue?
Una Scuola bilingue garantisce principalmente un percorso che porti ad una eguale attività didattica sia nella lingua italiana che in inglese. Nella Scuola dell’Infanzia e nella Scuola Primaria si cura prevalentemente l’aspetto fonologico. Una volta consolidata la letto-scrittura in italiano, la stessa si propone anche in inglese. Ciò solitamente accade nel secondo quadrimestre della prima classe della scuola primaria.

Quanto è importante per lei la conoscenza della seconda lingua?
Conoscere almeno una seconda lingua ritengo sia fondamentale e l’inglese è uno strumento indispensabile in questa epoca nella quale in Italia ancora manca. Lo studio della seconda lingua, oltre a consentire un’apertura mentale consistente, rende l’individuo libero di scegliere.

Quali sono i vantaggi e gli svantaggi dell’attuale scuola italiana? Perché è bene scegliere una scuola bilingue?
Da mamma e da professionista ritengo che la scuola italiana attuale sia nozionistica, di conseguenza astratta, e che si dia pochissimo spazio alla lingua straniera… soltanto due ore alla settimana. In realtà la scuola italiana dovrebbe lavorare con l’attenzione che presta la St. Philip School, che purtroppo, essendo una scuola a pagamento senza alcun contributo da parte delle istituzioni scolastiche, pur essendo paritaria, non è accessibile a tutti per motivi economici.

Come sono strutturate le lezioni in una scuola bilingue?
Nel nostro Istituto le lezioni sono strutturate nella seguente modalità. Nella scuola dell’infanzia si diversifica il monte ore e l’orario: nella classe che accoglie i bimbi di tre anni, l’insegnante d’inglese è presente per 16 ore settimanali nella prima fase della giornata, solitamente le prime tre ore; nelle classi successive, dei quattro e cinque anni, l’insegnante è presente per 18 ore settimanali. Nella scuola primaria le ore arrivano a 27 settimanali: 17 in orario curriculare e 10 nel post scuola.
Quale metodologia di insegnamento viene adottata dal corpo docenti della sua scuola?
Ci consideriamo “la scuola del saper fare” che utilizza il metodo dell’uomo, una scuola che rispetta le esigenze ed i tempi di ogni singolo allievo, dove l’età anagrafica è considerata estremamente orientativa, mentre prestiamo attenzione all’età cognitivo-comportamentale ed emotiva del singolo. La nostra azione pedagogica fa in modo che i nostri studenti imparino a leggere, scrivere e fare il calcolo attraverso l’arte, la musica ed il movimento corporeo.

In che tipo di attività sono coinvolti i bambini della St. Philip School? La scuola prevede anche attività extracurriculari?
Nella scuola dell’infanzia, durante l’orario scolastico, i piccoli ogni giorno praticano attività manuali e motorie come sopra espresso, e sono accompagnati dalla musica; gli insegnanti di classe sono supportati da docenti specializzati nell’orario pomeridiano in merito ad attività specifiche quali la musica, la psicomotricità, la circo motricità, la drammatizzazione, etc. Nel post scuola sia i bambini dell’infanzia che della primaria possono praticare alcune attività, quali: la psicomotricità, la scherma, il karate, il pattinaggio artistico, il teatro, la musica e gli strumenti.
Nella sua scuola si ricorre a materiale tecnologico per potenziare l’apprendimento generale e quello della lingua straniera?
Certamente, ma solo dalla scuola primaria; ogni aula è munita di LIM ed abbiamo, inoltre, un laboratorio multimediale per l’informatica e le lingue straniere.

Quali sono le particolarità della scuola dell’infanzia bilingue? E quelle della scuola primaria?
Il ritmo della quotidianità accompagna ogni giornata, la lingua inglese viene proposta come la lingua madre ed i nostri bambini l’assimilano in modo naturale e senza forzature.
Attualmente la scuola è suddivisa in scuola materna e scuola elementare. È previsto un ampliamento dell’offerta formativa con la scuola media e il liceo?
Abbiamo inaugurato la St Philip School a settembre del 2014, attivando la sola scuola dell’infanzia; nel 2015 abbiamo attivato la scuola primaria. A settembre del 2019 sarà attivata la prima classe della scuola media e apriremo le porte a ragazzi provenienti da istituti scolastici esterni, che potranno iscriversi al primo anno solo dopo aver seguito il corso intensivo di preparazione agli esami Cambridge. Le prove selettive si terranno a settembre 2018 ed il corso sarà attivato ad ottobre. Nel 2022 sarà attivato il liceo ovviamente bilingue.

Che cosa si aspetta dalla scuola, dagli insegnanti e dagli alunni?
Il mio desiderio più grande si è già esaudito con la realizzazione di questa scuola. Ciò che auspico con tutto il mio cuore è che gli insegnanti ed il personale tutto seguitino a lavorare con l’entusiasmo e la dedizione dimostrata sino ad ora. Che dire degli alunni: la mia immensa soddisfazione è vedere quotidianamente i genitori attendere impazienti ma felici i loro figli fuori dalle aule in attesa che decidano di tornare a casa.

Quali sono state le motivazioni che l’hanno spinta ad intraprendere la carriera dirigenziale?
La passione per il mio lavoro e l’esempio della mia famiglia. La scelta della scuola bilingue è stata maturata nel tempo, dopo aver assistito alle molteplici difficoltà di studenti che al termine del liceo non capivano né parlavano una parola d’inglese o di spagnolo. Per studiare presso università europee la conoscenza di una seconda lingua è fondamentale e indiscutibile.
Nel corso della sua carriera dirigenziale si sono verificati episodi che Lei ricorda con particolare interesse?
Vivo quotidianamente esperienze meravigliose. L’insegnamento e i valori che vengono trasmessi ai nostri alunni danno frutti quasi immediati; i nostri bambini vivono con gioia, entusiasmo e curiosità ogni istante della giornata senza noia né frustrazione alcuna, felici di apprendere in modo divertente.
Quali modifiche vorrebbe attuare per migliorare il sistema scolastico?
Il sistema scolastico, grazie anche alla burocrazia e non solo, è un sistema estremamente poco fluido. Gli insegnanti non sono gratificati né motivati a migliorare attraverso la formazione e l’attività pratica. Vorrei che con il tempo la St Philip divenisse la scuola di esempio per tutti, la “Buona Scuola”.
Quali sono gli obiettivi che lei, in qualità di Direttrice, intende perseguire in questo Istituto?
Far crescere i bambini nella gradualità dei percorsi formativi e metterli domani nelle condizioni di scegliere sulla base della conoscenza e non del sentito dire.
Può rivolgere un invito particolare a noi alunni da trasmettere indirettamente alle nostre famiglie?
Il 25 novembre p.v. alle ore 10, si terrà come ogni anno l’Open Day; Venite a trovarci con i Vostri figli, vi aspettiamo con i nostri divertenti e creativi laboratori.
Perché un genitore romano dovrebbe preferire il suo istituto?
Sicuramente per la qualità dell’offerta formativa, l’attenzione che rivolgiamo ad ogni singolo alunno e la passione, la devozione e l’entusiasmo con cui vengono seguiti formati ed educati i nostri studenti.

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Dragana Radosevic

Dragana Radosevic

Ciao a tutti. Mi chiamo Dragana. Sono nata il primo giorno di primavera del 1984 sotto il segno dell'ariete. Sono nata in Bosnia dove ho vissuto i primi tre anni della mia vita.

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