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Il mese della moda si è concluso e, come sempre, si tirano le somme; secondo voi com’è andato questo fashion mounth?

Ovviamente non può passare niente senza le critiche, quelle costruttive vanno sempre bene, ma, a mio parere, il New York Times questa volta ha esagerato! Che Milano non sia mai stata una città della moda intellettuale non è vero e lo sanno tutti! Leggendo i titoli nei giorni scorsi di tanti giornali mi sono resa conto che molti hanno abbassato la testa e non hanno replicato! Invece, proprio in questi momenti, bisogna prendere parte e proteggere il Made in Italy e non metterlo in discussione! Il giudizio di Anna Wintour, invece mi ha stupito: “La moda dovrebbe essere un sogno! E non c’è altro Paese dove trovare stampe, colori e personalità più incantevoli dell’Italia” . La direttrice di Vogue America quindi ha apprezzato tanto le creazioni di alcuni stilisti italiani.

Tutti voi che mi seguite sapete già che alla settimana della moda milanese del settembre scorso c’ero anch’io. Oggi vi vorrei parlare di due sfilate che mi sono piaciute, se, durante la MFW, mi avete seguita su Instagram, allora sapete già di cosa parlo. Dopo ogni giornata facevo un resoconto dettagliato di ciò che mi era piaciuto di più e davo i voti alle sfilate ed alle presentazioni. Iniziamo con le prime due sfilate che ho visto, infatti anche se sono andata vedere la sfilata di Grinko, purtroppo era iniziata in ritardo e avendo paura di perdere quella successiva, ho rinunciato.

La sfilata dopo Grinko era quella del designer giapponese Atsushi Nakashima dove ovviamente non potevo mancare. Questa collezione rappresenta i capi classici (un parka, cappotto, una felpa) che va in linea con il corpo. Le chiusure sono a lampo e sono personalizzati ed è riuscito a creare capi adatti a tutte le silhouette. Mentre le modelle sfilavano, ad un certo punto, è uscita in passerella anche Arisa cantando ed è stata il vero fulcro della sfilata. In tanti non guardavano nemmeno più la sfilata ma solo Arisa. Atsushi Nakashima ha sorpreso tutti! A me piace tanto il primo trench che vedete qui sotto in foto e anche l’abito in denim scuro con queste zip particolari.

VOTO: 8 molto originale!

Dopo Atsushi Nakashima era il momento di Alberto Zambelli, la cui sfilata si intitolava Extravaganza Ordinaria. La collezione è molto ricercata tra le linee verticali e orizzontali ed il recupero di tonalità che sono più chiare. L’ interpretazione moderna della Venezia degli anni 20 . Pizzo che sul trasparente trova un connubio perfetto per farci sognare. Ma il vestito tutto plissettato è davvero unico nel suo genere. A me piace davvero tanto ed anche la tuta arancione.

Voto: 8 fa sognare!

Photo credits: Vogue Italia


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Dragana Radosevic

Dragana Radosevic

Ciao a tutti. Mi chiamo Dragana. Sono nata il primo giorno di primavera del 1984 sotto il segno dell'ariete. Sono nata in Bosnia dove ho vissuto i primi tre anni della mia vita.

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