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Oggi si torna a parlare di Basilicata, la terra che non mi ha lasciato indifferente. La settimana scorsa vi avevo parlato del nostro viaggio in terra lucana, dove abbiamo fatto tante cose divertenti ed avventurose. Se, per caso vi siete persi l’articolo, lo potete leggere QUI.

Nel nostro viaggio in Basilicata ovviamente non poteva mancare la visita a Matera, una città che mi ha lasciato senza parole. I Sassi di Matera, unici nel loro genere, sono patrimonio mondiale dell’Unesco e la città è stata anche proclamata Capitale Europea della cultura 2019! Una città piena di contrasti, tra le case-grotta, gli sfarzosi palazzi barocchi e le stupende chiese tra quelle rupestri e le urbane. Fino agli anni Cinquanta, nelle centinaia di case scavate nella roccia, viveva la gente con gli animali (asino e galline), ed alcune di queste restaurate sono anche visitabili, molte altre sono state trasformate in alberghi, bed and breakfast e ristoranti. Come dicevo, dal 1993 i Sassi di Matera fanno parte del Patrimonio dell’umanità dell’Unesco e sono ormai un simbolo forte dell’Italia molto conosciuto nel mondo. Noi, passando per le strade del centro storico, abbiamo potuto sentire parlare tante lingue tra le quali anche lo sloveno di una coppia che ci ha fermati e con la quale ho potuto scambiare due parole. Il mondo è davvero piccolo non credete? Matera è stata anche motivo di ispirazione per tanti scrittori e poeti, ma anche tanti grandi registi l’hanno scelta per ambientare i loro film, come per la pellicola “The Passion” (2004) di Mel Gibson, “The Nativity Story “(2006) di Catherine Hardwick. A dire la verità il tempo passato a Matera è volato e, secondo me, anche se fossimo rimasti altri due giorni lì, non mi sarebbero bastati per visitarla tutta perchè sinceramente questa città mi ha stregata.

Oltrettuto abbiamo potuto anche visitare la mostra di scultura di Novello Finotti. Il 30 giugno hanno inaugurato,nelle chiese rupestri la Madonna delle Virtù e San Nicola dei Greci, “Delle profondità del tempo”, organizzato dal Circolo “La Scaletta”. Con le opere del Maestro veronese, l’associazione culturale materana celebra il trentennale della rassegna di scultura contemporanea “Le Grandi Mostre nei Sassi”, nata nel 1978, quando negli antichi Rioni e nel prospiciente altopiano murgiano furono collocati i “ferri” di Pietro Consagra. Un atto di denuncia dello stato di abbandono dei Sassi ed il sogno di alcuni giovani visionari, trasformato in realtà grazie all’ impegno di tutti questi anni. Tra sogno e realtà sembrano fluttuare le sculture in marmo e in bronzo del raffinato artista scaligero, tra i più importanti esponenti dell’arte contemporanea italiana e internazionale. La mostra resterà aperta fino al 5 novembre.

Ma il focus del viaggio era scoprire quanto più di questa regione che quasi nessuno sa dove è ma esiste, come dice l’attore e regista Rocco Papaleo.

Abbiamo avuto anche il grande piacere di visitare il Parco della Grancia. La Grancia è il primo Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, immerso in uno scenario naturale di rara bellezza e suggestione. Noi siamo rimasti stupiti già all’entrata: sembrava come se fossimo entrati in un’altra epoca. Il Parco offre attrazioni per tutta la famiglia! Un affascinante e suggestivo viaggio nella natura e nella storia attraverso il più grande evento artistico italiano nel campo dell’animazione storico-culturale e dell’identità territoriale. Il Parco è aperto tutti i weekend e offre ai suoi visitatori il più importante cinespettacolo che sia mai stato realizzato sulla storia del brigantaggio nel Mezzogiorno. Uno spettacolo unico, con più di 300 partecipanti, tra attori e comparse, e tutto si svolge sotto il cielo! Avete letto bene, e la scena finale è davvero unica, con tutte le luci, i getti d’acqua ed i fuochi d’artificio; lo spettacolo ci ha lasciati con la bocca aperta! Se andate in Basilicata, il Parco della Grancia dovrà essere una vostra tappa obbligatoria.

Tra l’avventura, i paesaggi e la cultura, in Basilicata abbiamo potuto anche asaporare i piatti lucani. Vi voglio parlare di tre trattorie, dove, nei giorni del nostro soggiorno, abbiamo mangiato. Al Becco della Civetta (Castelmezzano) è un tempio della gastronomia che celebra l’autentica cucina lucana. Dal pane alla pasta, ai dolci fatti in casa, dalle erbe gradevolmente amarognole della vicina foresta di Gallipoli-Cognato, fino alle salsicce e soppressate. Tra le numerose specialità, da assaggiare il lonzino marinato al vino aglianico con misticanza di ricotta e noci o il filetto di maiale al tartufo lucano. Ricca e fornita la cantina di oltre 250 etichette.

Locanda di Pietra (Pietrapertosa), il ristorante è stato ricavato nei locali al piano terra e nei locali della cantina di un antico palazzo signorile risalente ad inizio novecento. Il fiore all’occhiello è il terrazzo: uno sguardo aperto sulle Dolomiti Lucane. La cucina propone i piatti forti del territorio. Sono rimasta colpita dalle patate arraganate e i peperoni cruschi. Tra i prodotti tipici lucani, di sicuro ci sono i peperoni cruschi: peperoni che prima vengono essiccati e poi fritti in olio bollente per pochi minuti! Nel mangiarli fanno “crunch crunch”, da qui il nome. Sono davvero deliziosi questi peperoni cruschi ed io ne ho portato a casa un bel po’.

Trattoria da Spadino (Castelmezzano), propone il meglio della cucina tradizionale, come il trittico di pasta lucana al ragù. Buoni i formaggi, sopratutto quelli caprini. Tra i dolci, insuperabili la mousse di ricotta con le amarene.

Ma la Basilicata è conosciuta anche per i vini rossi, su tutti “Aglianico del Vulture” celebrato già da Orazio. E non è mancato in un ognuno di questi ristoranti.

Qui sotto potete vedere tutte le foto di Matera, del Parco della Grancia e di alcuni piatti che abbiamo potuto gustare nei giorni che eravamo in Basilicata. Spero di poterci ritornare presto in questa terra meravigliosa. E voi ci siete mai stati?

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Dragana Radosevic

Dragana Radosevic

Ciao a tutti. Mi chiamo Dragana. Sono nata il primo giorno di primavera del 1984 sotto il segno dell'ariete. Sono nata in Bosnia dove ho vissuto i primi tre anni della mia vita.

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